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Visualizzazione dei post da 2020

Racconto Cuore Sensibile Un piano di fuga (Capitolo 9 parte seconda)

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Le ore scorrevano tediose, Itbaal aveva la sensazione che non passassero mai. I suoi pensieri correvano continuamente ad Oded, Abia, Risha e soprattutto verso Tisua, piccolo e da proteggere. Ormai dovevano aver già attraversato la città attraverso i sotterranei, verso la libertà. "Come è buio qua. Non si vede niente!". "Sss Abia!" la rimproverò Oded, "abbassa la voce, qualcuno potrebbe sentirti!". "E chi?" replicò lei infastidita, "non ci sono che rocce!". Risha con Tisua in braccio, aveva il cuore che batteva all'impazzata. Doveva mostrare ancora tutto il suo coraggio, mancava poco, ancora poco. "Chi va là? Chi c'è lì?" la voce di un uomo, una guardia probabilmente, li raggelò. Non riuscivano a capire da dove provenisse, ma l'istinto suggerì loro di correre verso un tenue, indecifrabile piccolissimo bagliore di luce. Con il terrore che attanagliava la gola, correvano il tanto che gli ostacoli e il buio permetteva ...

Racconto Cuore Sensibile Un piano di fuga (Capitolo 9 parte prima)

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Seduti davanti al fuoco che crepitava allegramente, quasi volesse prendersi gioco del momento di estrema tristezza, Itbaal, sua moglie e i due schiavi parlavano sommessamente sul da farsi. "Io e Obed abbiamo pensato ad un piano di fuga" diceva Itbaal "è certamente l'unica alternativa per salvare non solo Tisua ma anche noi stessi." Osservò i volti degli altri che annuirono in segno d'approvazione. Riprese: "Per non dare nell'occhio, domani mattina al sorgere del sole inizierò il mio lavoro come ogni giorno. Detesto il solo pensiero, ma per non destare sospetti, realizzerò tante urne per i "sacrifici". Voglio dimostrare che oltre ad offrire mio figlio, desidero rendere omaggio agli dei con i miei regali. Nel frattempo, Risha aiutata da Obed ed Abia, prenderete solo le cose realmente necessarie ed eseguirete ogni ordine Obed vi dia, poiché provengono direttamente da me.  Obed mi hai parlato di sotterranei giusto?". "Si Itbaal. La c...

Racconto Cuore Sensibile Un triste "onore" (Capitolo 8 parte seconda)

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"È successo ciò che temevamo, vero padrone?". Itbaal, gli occhi ancora bagnati dal pianto, guardò il suo schiavo, senza vergognarsi affatto poiché sentiva che Obed condivideva i suoi stessi sentimenti. Poteva parlare con lui liberamente era davvero uno schiavo fidato.  Uno schiavo? No! Un'amico! Ecco in effetti cos'era! In quel momento così difficile e tragico, un amico, un amico vero era quello che più aveva bisogno. "Obed, il vostro Dio pure desidera che gli si facciano sacrifici?". Obed si sedette di fronte a lui e rispose: "Si, ma non nel senso che vivi tu, padrone. I nostri sacrifici sono animali come tori, capre, piccioni, o cereali. E lo facciamo per chiedere perdono a Dio per tutti i nostri sbagli. È il nostro modo per ringraziare Dio". Itbaal sorpreso chiese: "Quindi, non avete mai sacrificato bambini?". "Iahvé detesta questa pratica. La disapprova completamente, lo disgusta. Non tollera che lo adoriamo così. Purtroppo però,...

Racconto Cuore Sensibile Un triste "onore" (Capitolo 8 parte prima)

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Erano state scelte tantissime famiglie, soprattutto famiglie ricche. A motivo della sua abilità nel lavoro, Itbaal stesso era diventato se non proprio ricco, in un certo qual modo benestante. Per questo motivo giorno dopo giorno, temeva che il messaggero reale si presentasse alla sua casa. Il rifiuto non era contemplato poiché chi si fosse rifiutato di ubbidire al Re, sarebbe incorso nella pena di morte. Non solo avrebbe portando disonore per il resto della famiglia, ma ne avrebbe potuto mettere a repentaglio il corso del loro futuro. Per di più, il primogenito sarebbe stato messo a morte ugualmente, in modo da scoraggiare eventuali ribelli. Di fatto, una sorta di tacita dittatura. Itbaal lavorava l'argilla, le sue mani si muovevano per forza dell'abitudine, ma la sua mente era altrove. Pensava a Uldam, un suo amico. Gli era stato concesso il grande "onore" di offrire suo figlio, il suo primogenito Bira. I suoi occhi scintillavano di gioia mentre lo portavano via.  Le...

Racconto Cuore Sensibile Paure (Capitolo 7 parte seconda)

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Gli rimaneva poco fiato oramai, ma non poteva fermarsi per nessun motivo al mondo. Ciò che aveva appena sentito era di grande importanza, doveva riportarlo subito ai suoi padroni. Prima ancora di varcare la soglia di casa, Obed iniziò a chiamare: "Abia! Abia!!". Abia fece capolino nel cortile andandogli incontro: "Che c'è Obed? Che strilli? È accaduto qualcosa al piccolo Tisua?" chiese preoccupata. Ripresosi dalla corsa affannosa Obed rispose: "Il Re ha radunato tutta la città. Davanti al palazzo reale ha mandato a dire che deve comunicarci qualcosa di molto importante. Tutti devono essere presenti." "Cosa? Ma perché?". "Non lo so Abia, non lo so" rispose Obed scuotendo la testa, "non conosco ancora tutte le loro usanze. Non so cosa possa significare, ma mi pare una cosa molto seria. Dobbiamo avvertire i padroni! Dove si trovano in questo momento?". "Lo sai... sono nella stanza dietro la casa, quella che da verso la s...

Racconto Cuore Sensibile Paure (Capitolo 7 parte prima)

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Finalmente! Risha aveva atteso tutto il giorno, ed ora poteva parlare liberamente con suo marito, in intimità. Tisua dormiva, ed Abia riordinava la stanza dove poco prima avevano mangiato, la sentiva muoversi. Erano proprio dei bravi schiavi, e lei trovava conforto in loro. La fede che professavano le dava conforto, pace interiore. Si avvicinò a Itbaal e gli accarezzò la testa affettuosamente. "Caro sai, sono preoccupata per..." "Per la situazione, ti capisco. Non ti nego che lo sono pure io. Le voci che circolano non sono per niente buone. Abbiamo sognato la pace, una casa libera, un mondo migliore dove far crescere Tisua, ma non è così nemmeno quì, vero?". L' intensità con cui la guardò le fece capire che era davvero molto preoccupato. "Si. Tutto ciò mi spaventa. Per quanto tempo ancora scorrerà del sangue? Tutta questa crudeltà rende nauseante vivere. Ho paura che tra poco gli scontri diverranno sempre più duri, ed entreranno in città". "In eff...

Racconto Cuore Sensibile Di nuovo insieme (Capitolo 6 parte seconda)

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Il viaggio era quasi concluso. Itbaal percepiva che l'indomani avrebbero messo piede sulla terraferma. Nuove prospettive di vita l'attendevano. Desiderava tanto crescere Tisua in pace e amore. Osservò sua moglie avvicinarsi alla coppia di schiavi ebrei che, come promesso, il Re aveva donato. Si chiamavano Obed ed Abia, e sotto i chiari segni di stanchezza, gli occhi mostravano una curiosità legittima verso la nuova destinazione, proprio come loro. In quel momento sorridevano alla padrona. Erano stati fortunati, Risha sarebbe stata una buona padrona, poiché da subito era nata più una sorta di amicizia che un rapporto tra schiavi e padroni.  Il dio che adoravano, Iahvé, non li aveva abbandonati del tutto, potevano aver fiducia che le cose sarebbero potute andare per il meglio. Il mare di un limpido azzurro, lasciava lo spazio alla vista di un golfo stupendo. Una strisciolina di terra si congiungeva alla terra. Sapevano che Ichnusa era un'isola già abitata, e sapevano anche ch...

Racconto Cuore Sensibile Di nuovo insieme (Capitolo 6 parte prima)

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Il piccolo Tisua giocava sopra la sabbia davanti al mare. Risha non lo perdeva d'occhio, ma ansiosa scrutava attentamente il mare. Un'abitudine oramai, da quando Itbaal era partito. Restava ore e ore ad osservare, ed altrettante a pregare Melqart il dio di Tiro "il dio della città", che gli riportasse presto il suo compagno. Diede un'ultima occhiata e la riportò veloce sopra suo figlio. Giusto in tempo! "Tisua questo non è buono! Butta via!" gli disse scuotendogli le manine piene di sabbia pronte per essere portate alla bocca.  Lo prese e si avviò su per la collina, verso casa. Aveva tante cose da fare, come sempre. Eppure... non poté resistere ad un'ultimo sguardo. Forse, chissà... In lontananza un puntolino nero pareva avvanzare verso di lei. Il suo cuore sobbalzò: "E lui!!" gridò felice. Si mise a correre verso il porto, con in braccio Tisua che incurante di tutto, rideva per gli strani sballottamenti a cui veniva sottoposto. Anche Risha...

Racconto Cuore Sensibile "La nuova terra" (Capitolo 5 parte seconda)

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Erano tornati. Turbolenti, ubriachi fradici, soprattutto chiassosi. Itbaal sentiva il vociare dei suoi compagni, al ritorno dalle loro scorribande e pensava: "Come ogni volta". Riconosceva la voce di Assur che sovrastava sopra le altre. Itbaal non sopportava il pensiero di ciò che erano andati a fare. "Ehi Itbaal!!" Assur lo chiamava " vedessi le donne che ci sono quì! Mi senti Itbaal?". Itbaal non rispose, e continuò a far finta di dormire. Per lui era impensabile tradire. Non così per tanti suoi compagni di viaggio che lo consideravano un'occasione per propiziarsi il posto, facendo omaggio agli dei. Non che a casa propria agissero sempre con ritegno...  Come poteva quindi pensare che in un posto così lontano da casa l'avessero? Non ottenendo alcuna risposta, Assur smise di chiamarlo.  Itbaal soddisfatto al buio sorrise. Aveva già partecipato a simili viaggi, ma quella per lui era la prima volta che visitava quell'isola.  Sapeva che i suoi pre...

Racconto Cuore Sensibile "La nuova terra" (Capitolo 5 parte prima)

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Dopo mesi di navigazione, che sensazione meravigliosa poggiare i piedi sulla terraferma!  La "nuova terra" odorava nell'aria di profumi sconosciuti misti al salmastro del mare. Itbaal si chiedeva come sarebbero stati i suoi abitanti. Avrebbero dovuto combattere contro di loro o sarebbero stati amichevoli? Itbaal odiava la violenza e non sopportava la vista del sangue. Amava il suo popolo, e lo considerava un grande popolo, ma detestava alcune pratiche ricorrenti considerandole disgustanti. Queste pratiche avvenivano soprattutto in occasione di date legate a festività in onore degli dei. Lui non solo non le approvava, ma cercava ogni volta, i modi per non parteciparvi. Felicemente anche Risha la pensava come lui. Risha! Dolce, affettuosa compagna di vita. L' amore che li legava era un profondo sentimento di fedeltà. Sapeva bene cosa avrebbero fatto molti suoi compagni di navigazione, quando con la scusa di "esplorare" la zona, avrebbero fatto la 'conoscen...

Racconto Cuore Sensibile Itbaal, Risha e Tisua (Capitolo 4 parte seconda)

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A malincuore anche Itbaal seguiva più o meno lo stesso corso dei pensieri di sua moglie Risha. Soffriva perché le circostanze non gli avevano dato l'opportunità di veder nascere suo figlio. "Mio figlio!" pensava con emozione "Deve essere un maschio!". Gli occhi scintillanti d'orgoglio, poiché un maschio era visto come un buon auspicio per le famiglie. Braccia forti per dare aiuto alla famiglia e per servire gli dei. Come fenicio conosceva bene i numerosi nomi degli dei. Vi era Bes grasso e sorridente, Astoret, Asheràh, Anat, le grandi dee che concepiscono ma non generano. I Fenici erano un popolo molto devoto all'adorazione sacra, e i più temuti e onorati erano: Baal e Tanti. Ricordare questi dei, rievocò anche immagini tristi. Itbaal le scacciò subito dalla sua mente, lasciandosi cullare dal rollio della nave, si addormentò. Al suo risveglio, i tenui colori del cielo mostravano l'alba in avvicinamento, uno spettacolo che non lo stancava mai, pronto ...

Racconto Cuore Sensibile Itbaal, Risha e Tisua (Capitolo 4 parte prima)

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"Nacque tanti secoli fa in una notte molto simile a questa." La voce poderosa del vecchio rapì Giovanni sin dal primo istante. Annuì con il capo e il vecchio continuò il suo racconto: "Si faceva festa, si danzava, si offrivano doni agli dei pregando ad alta voce con parole incomprensibili. Intorno a lui si levò un canto di gioia. Nonostante il frastuono, ignaro di tutto, il piccolo Tisua dormiva tra le braccia di sua madre Risha. Lei lo guardava con gli occhi dell'amore e della speranza. Itbaal, suo marito era partito ed ora il suo unico desiderio era che ritornasse al più presto per aiutarla ad allevare Tisua. Anche lui sarebbe diventato un abile artigiano come suo padre.  I popoli vicini incalzavano sempre più. Per questa ragione, il suo popolo aveva incominciato a cercare altre strade, terre sconosciute oltre il mare per continuare ad espandere il proprio commercio indisturbato.  Itbaal sino all'ultimo aveva sperato di non essere costretto a partire, ma il re ...

Racconto Cuore Sensibile Il Thopet (Capitolo 3 parte seconda)

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Dal nulla apparve lenta e silenziosa un'ombra. La figura del vecchio che tanto aveva incuriosito Giovanni, si materializzò sedendosi proprio davanti a lui. Giovanni sussultò, scosso da quella inaspettata presenza. Ma visto che lo zio seguitava a guardare il fuoco, ignorando la nuova presenza tra di loro, pur essendo conscio, ne era sicuro, che la percepisse pienamente anche lui, decise di stare zitto e attendere i nuovi sviluppi della serata. Il nuovo arrivato, faceva la stessa cosa: non parlava, lo osservava attentamente. Non gli toglieva gli occhi di dosso, quasi volesse leggergli il pensiero, sin dentro la sua anima.  Giovanni cercava di non incrociare i suoi occhi. Imbarazzato dal quel provocatorio silenzio, accavallava le gambe, dondolando prima un piede, poi l'altro. Sentiva che a dispetto di ciò che cercava di ostentare, una parvenza simile alla superiorità o noncuranza, nel suo silenzio quel vecchio era più forte di lui. Pensava: "Ma guarda questo! Chi sei? Cosa vu...

Racconto Cuore Sensibile Il Thopet (Capitolo 3 parte prima)

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"Che posto desolato!" disse Giovanni guardandosi attorno. Un commento davvero appropriato, delimitato da un grande recinto, si stagliavano le rovine di un antico insediamento fenicio. "Zio Efi, cosa c'è di tanto interessante da avermi portato in questo posto?". Le sue parole caddero nel silenzio delle ombre, poiché lo zio non gli rispose, completamente assorto nei suoi pensieri. Quel posto dava i brividi a Giovanni, non sapeva spiegarsi il perché ma si sentiva a disagio. La brezza della sera muoveva l'erba, le foglie degli alberi, e faceva gracidare le rane, frinire i grilli e le cicale. Toccò la spalla di zio Efi e domandò nuovamente: "Zio perché siamo quì?". Lo zio aveva gli occhi umidi, rispose: "Non senti nulla?". "Beh, sento i rumori della campagna. E quelli del mio stomaco!" scherzò. "No Giovanni, io mi riferisco a qualcosa che va ben oltre tutto questo. Sento ritmi tribali, danze frenetiche, urla strazianti, litanie ...

L' uomo comune

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Ero semplicemente allibito! Non riesco a trovare una parola più adatta che possa esprimere il mio reale stato d'animo nel momento in cui, il prezioso documento che tenevo stretto tra le mani, mi rivelava che avevo ricevuto da un vecchio zio d'America, fratello della sorella di mio cugino, una cospicua eredità. Ripeto per me stesso a motivo della mia incredulità: avevo ricevuto una cospicua e considerevole eredità. Un uomo comune   In quel periodo ero scapolo o meglio, single😏 per " circostanza ". La 'circostanza' era questa: ero semplicemente un uomo comune. L'uomo comune è quello che, anche se va in giro vestito con i colori più sgargianti, nessuno ci bada.  Lo so per certo, perché ho provato 'anche' questa opzione.  Eh si! Nella mia vita ne ho provate tante, ma restava mia la convinzione che, l'uomo comune rimane sempre e comunque, l'uomo comune.  Rassegnato, vivevo dando le spalle agli altri e la faccia al muro. Quella era la mia posizi...

Racconto Cuore Sensibile "Deliziosi!! Assolutamente deliziosi!" (Capitolo 2 parte seconda)

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Giovanni gironzolava senza meta intorno al giardino. Un alberello di pere selvatiche attirò la sua attenzione. Ne staccò qualcuna dai rami, e incominciò a mangiarle. Non ne assaporava il gusto, lo faceva unicamente per passare il tempo. Zio Efi lo canzonò: "Ti vedo pensieroso nipote. È mai possibile che tu sia capace di pensare? O forse la noia sta nuovamente bussando alla tua porta? Oppure potrebbe essere la nostalgia di casa? Che mi dici?". Giovanni si passò nervosamente una mano tra i capelli neri, scostandosi dagli occhi un ciuffo ribelle. In effetti, ciò che più lo tormentava era proprio: la nostalgia di casa. Come facesse lo zio a capirlo era per lui, motivo di fastidio ma anche di rassicurazione. Lo rassicurava che qualcuno lo capisse senza deriderlo. A volte si era sentito incompreso dai suoi stessi coetanei. E' vero che anche gli adulti non avevano soddisfatto tutte le sue aspettative, ma essere scherniti dai propri amici era ancor peggio per lui. Leggermente sec...

Cose di tutti i giorni

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"Stanco della solita vita? Il tran, tran della vita, ti annoia? Rimedia subito con..." Commenti come questi o simili, sono abbastanza comuni, e fluttuano nell'aria insieme all'ossigeno che respiri. L'ossigeno li ascolta, ma poiché è un gas estremamente responsabile, li ignora e seguita a fare il suo lavoro. Non può permettersi distrazioni. Le cose di tutti i giorni a cui mi riferisco, sono quelle cose che facciamo di routine: alzarsi, lavarsi i denti, vestirsi ecc... Io e te agiamo in buona parte per automatismi. Azioni, circostanze e abitudini che ripetiamo in continuazione. Non ci accorgiamo nemmeno di farle, se non davanti ad un  cambiamento . Cambiamento che potrebbe comportare a seconda dei casi, una connotazione piacevole o meno. Converrai con me che lavarsi i denti è una "cosa da tutti i giorni ".  Nella maggioranza dei casi non si presta troppa attenzione quando lo si fa. Il solito ritornello a Carosello alternato da due spazzolate in su, una in ...

Racconto Cuore Sensibile "Deliziosi!! Assolutamente deliziosi!" (Capitolo 2 parte prima)

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                                           I giorni passavano tra un tuffo in acqua e l'abbronzatura. La noia però,  era costantemente in agguato. Per quanto il mare fosse splendido, non conosceva nessun altro al di fuori dello zio, e il paese era distante. Arrivarci a piedi era fuori discussione. Inoltre, quella mattina era cominciata con un senso di nostalgia opprimente. Una noia grandissima riempiva tutti gli spazi e le idee che avrebbe potuto avere. In più, un po per timidezza, un po per pigrizia,  raramente prendeva l'iniziativa in qualcosa. Piuttosto seguiva la scia, lasciando agli altri il gusto dell'intraprendenza. Quanto più in un posto che non conosceva! Al contrario, sembrava che zio Efi avesse sempre qualcosa da fare: sistemare delle vecchie nasse per barche, occuparsi delle pianticelle di meloni, peperoni ecc... In casa non mancavano mai dei piccoli lavore...

Racconto Cuore Sensibile "Il premio" (Capitolo1 parte seconda)

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"Mh.. Mh.. che profumino delizioso! Si direbbe pesce. Ho indovinato zio Efi?". Aveva sempre chiamato lo zio: "zio Efi", e mai per intero "Efisio". Lo trovava più confidenziale, ed era rimasto invariato da quando ancora molto piccolo, non riusciva a pronunciarlo bene.  Giovanni vedeva lo zio armeggiare intorno ad una metà di quello che era stato una volta un vecchio ex scaldabagno trasformato in un malcapitato barbecue di sopravvivenza. In ogni caso, pensò che se anche fosse stato un moderno Robinson Crosuè almeno non sarebbe morto di fame. Lo zio attizzò meglio le braci con un vecchio bastone di alluminio, un bastone che dava tutta l'aria di essere stato, molto probabilmente, utilizzato come scopa.  "Povera scopa, privata del suo bastone!" osservò tra se e se, "qui ci sono pochi attrezzi e quei pochi  sembrano tutti ripieghi di fortuna. Come la spazzola ad esempio!". Al suo risveglio, per prima cosa  aveva cercato un pettine per pet...