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Visualizzazione dei post da agosto, 2020

Racconto Cuore Sensibile Il Thopet (Capitolo 3 parte prima)

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"Che posto desolato!" disse Giovanni guardandosi attorno. Un commento davvero appropriato, delimitato da un grande recinto, si stagliavano le rovine di un antico insediamento fenicio. "Zio Efi, cosa c'è di tanto interessante da avermi portato in questo posto?". Le sue parole caddero nel silenzio delle ombre, poiché lo zio non gli rispose, completamente assorto nei suoi pensieri. Quel posto dava i brividi a Giovanni, non sapeva spiegarsi il perché ma si sentiva a disagio. La brezza della sera muoveva l'erba, le foglie degli alberi, e faceva gracidare le rane, frinire i grilli e le cicale. Toccò la spalla di zio Efi e domandò nuovamente: "Zio perché siamo quì?". Lo zio aveva gli occhi umidi, rispose: "Non senti nulla?". "Beh, sento i rumori della campagna. E quelli del mio stomaco!" scherzò. "No Giovanni, io mi riferisco a qualcosa che va ben oltre tutto questo. Sento ritmi tribali, danze frenetiche, urla strazianti, litanie ...

L' uomo comune

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Ero semplicemente allibito! Non riesco a trovare una parola più adatta che possa esprimere il mio reale stato d'animo nel momento in cui, il prezioso documento che tenevo stretto tra le mani, mi rivelava che avevo ricevuto da un vecchio zio d'America, fratello della sorella di mio cugino, una cospicua eredità. Ripeto per me stesso a motivo della mia incredulità: avevo ricevuto una cospicua e considerevole eredità. Un uomo comune   In quel periodo ero scapolo o meglio, single😏 per " circostanza ". La 'circostanza' era questa: ero semplicemente un uomo comune. L'uomo comune è quello che, anche se va in giro vestito con i colori più sgargianti, nessuno ci bada.  Lo so per certo, perché ho provato 'anche' questa opzione.  Eh si! Nella mia vita ne ho provate tante, ma restava mia la convinzione che, l'uomo comune rimane sempre e comunque, l'uomo comune.  Rassegnato, vivevo dando le spalle agli altri e la faccia al muro. Quella era la mia posizi...

Racconto Cuore Sensibile "Deliziosi!! Assolutamente deliziosi!" (Capitolo 2 parte seconda)

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Giovanni gironzolava senza meta intorno al giardino. Un alberello di pere selvatiche attirò la sua attenzione. Ne staccò qualcuna dai rami, e incominciò a mangiarle. Non ne assaporava il gusto, lo faceva unicamente per passare il tempo. Zio Efi lo canzonò: "Ti vedo pensieroso nipote. È mai possibile che tu sia capace di pensare? O forse la noia sta nuovamente bussando alla tua porta? Oppure potrebbe essere la nostalgia di casa? Che mi dici?". Giovanni si passò nervosamente una mano tra i capelli neri, scostandosi dagli occhi un ciuffo ribelle. In effetti, ciò che più lo tormentava era proprio: la nostalgia di casa. Come facesse lo zio a capirlo era per lui, motivo di fastidio ma anche di rassicurazione. Lo rassicurava che qualcuno lo capisse senza deriderlo. A volte si era sentito incompreso dai suoi stessi coetanei. E' vero che anche gli adulti non avevano soddisfatto tutte le sue aspettative, ma essere scherniti dai propri amici era ancor peggio per lui. Leggermente sec...