L' uomo comune (parte quattro)

Il nuovo lavoro mi piaceva, mi piaceva molto. Certo non mancavano gli inconvenienti, ma tutto sommato il rischio ne valeva la candela. Il giorno dopo puntuale, si presentò la mia cliente con i suoi passi pesanti su per le scale, accompagnati dal borbottio gracchiante e ululante. Mi affrettai ad aprire la porta, invitandola ad entrare: "Prego, prego. Avanti non faccia complimenti". Infatti, non li fece. I suoi occhi scansionarono la stanza esattamente come quando si fa una risonanza magnetica con contrasto o senza contrasto. Preferisci una tac? Una radiografia? Esattamente... Poi, finito questo velocissimo esame, e devo dire che probabilmente lo passai poiché non commentò nulla, il suo sguardo si concentrò rapace su un punto in particolare e... vi si piazzò. "Quello è il mio posto!" pensai stizzito. Lei tirò fuori due ferri da maglia numero 5 e mezzo, e continuò il suo lavoro, proprio lá sulla mia postazione, sopra la mia poltrona girevole. Sotto il suo peso, la...