L' uomo comune (parte quinta)




Dal suddetto giorno in cui la mia "socia" si prese la poltrona, le cose andarono non meglio, di più! 

A gonfie vele!

Dietro suo suggerimento dovetti però, apportare dei 'piccoli' cambiamenti. Il primo lo apportammo facendo mettere all'esterno una bella targa con su scritto: Francesco e Nicoletta consulenti del risparmio.

Ogni tanto, con la scusa di sgranchirmi le gambe, andavo fuori per ammirarla.

Ovviamente, anche il mio biglietto da visita fu cambiato. Al posto della sigla "C.A.V.R"= consulente, agente, venditore, risparmiatore degli 'affari' domestici, lei consigliò uno slogan più semplice e accattivante: "Dal risparmio, alla qualità". 

Si fa sul serio

Come farebbe una maestra con il suo scolaro, Nicoletta volle valutare il mio grado di preparazione in economia e commercio. E' vero, non avevo nessuna laurea, nessuna licenza, poca esperienza, ma... e quando dico ma il mondo intero si alza in piedi e applaude incoraggiante e speranzoso, sentivo che con lei al mio fianco potevo farcela. Forse ti aspetti che dietro questo bisogno di avere un supporto di una persona con più esperienza di te, sia da attribuirsi ad una recondita e infelice infanzia. Forse si, e forse no. Senza espormi troppo, posso dire che il valore che attribuivo a certe cose era mutato, così come il valore che si attribuisce alle persone. 

Insomma, dove la trovavo un'altra che mi cucinava il pollo al forno ogni domenica? Non che mi negassi il pranzo o la cena nei migliori ristoranti della città, ma... sentito? Come, non hai sentito? Eh, si! Anche a questo fatidico "ma", il mondo intero si è alzato in piedi ed ha applaudito.

Ritornando alla frase lasciata a metà (l'applauso è durato molto😁) ma il pollo mangiato insieme a lei era senz'altro più gustoso. Parlavamo di tante cose, o meglio, lei parlava di tante cose. Soprattutto del suo passato, e ripeteva storie, episodi, nomi. 

Scoprii che anche dei metodi che possono essere, diciamo "poco ortodossi", senza per questo essere poco puliti, potevano aiutarci nel nostro lavoro di consulenti del risparmio.

In primo luogo raccoglievamo il maggior numero di informazioni riguardanti eventuali sconti su prodotti casalinghi e non, della zona. I nostri metodi erano differenti: io cercavo su Internet, lei andava in giro a raccogliere volantini pubblicitari. Stilavamo una lista di prodotti e la data della scadenza delle offerte. Poi preparavamo un nostro volantino pubblicitario con i prodotti che avevamo visto in offerta in precedenza, aggiungevamo qualcosina per le spese, e scendevamo in piazza.

Scendevamo proprio nelle piazze e per le strade, per distribuirli, trovare nuovi clienti con il metodo diretto era divertente. Un metodo vecchio, vecchissimo ma che funziona sempre. C'era poi la questione della sfida, la sfida tra noi due: chi sarebbe riuscito ad avere il maggior numero di clienti fissi, avrebbe avuto diritto ad avere una sedia girevole nuova. Questo "incentivo" piaceva molto a tutti e due. Anzi, mi correggo, a tutti e tre: soprattutto alla mia vecchia sedia girevole che da tempo mi inviava strani e preoccupanti messaggi subliminali, sotto forma di scricchiolii e lamenti vari.


Una piacevole conoscenza

Un giorno mentre facevo le giravolte con la mia nuova sedia girevole, (so che può sembrare uno scioglilingua, tu come diresti: giravo sopra la sedia girevole? Lo vedi che non è semplice da spiegare? Va beh, lascia perdere) entrò una donnetta che mi rapì in tutta fretta. Ho scritto in rima, vero? Da quel momento il mio cuore prese una vena di poesia, e decisi all'istante che lei sarebbe stata: mia😅

Aveva un non so ché di familiare nei modi, e anche una leggera intonazione della voce che mi ricordavano, mi ricordavano qualcuno. Mi alzai di scatto e le tesi la mano immaginando fosse una prossima cliente. Aveva uno sguardo franco, curioso, quasi impertinente. Tutto ciò mi divertiva. Incominciò a parlare di tante cose meno che di lavoro, niente sul risparmio o su qualcosa che si potesse avvicinare ad un rapporto di lavoro. Era solo molto chiacchierona. Chiacchierona e grassoncella. Nell'insieme era buffa, eppure mi piaceva. 

Era seduta da un'oretta circa e parlava, parlava. Attendevo la signora Nicoletta a momenti, e mi chiedevo se almeno lei ne avrebbe cavato qualcosa di più concreto, che solo chiacchiere, per quanto piacevoli. 

Ad un tratto sentii dei passi conosciuti, la porta si spalancò e:

"Ehi Mamma!" esclamò la donnetta.

"Ehi Gilda!" rispose la signora Nicoletta.

Non ne sapevo niente! Non mi aveva mai parlato di una figlia. Me la presentò:

"Gilda hai già conosciuto il mio socio, vero?".

Lei fece una risatina che mi parve un incrocio tra un maialino e una foca. Deliziosa! Davvero deliziosa!

"Signor Francesco di tante cose che mia madre ha fatto in vita sua, e le assicuro che l'elenco è lungo, questa è la più assurda. Però, a quanto pare è anche quella che la sta rendendo più felice, e di questo le sono debitrice."

Arrossii:

"Ma no, ma no. Non ho fatto niente di speciale, sono solo un uomo comune."

"Bene" rispose lei, "un uomo comune è il contrario di chi si ritiene 'eccezionale', 'insolito', 'unico'. Non le pare? Per questa ragione non mi sono mai sposata, il mondo è pieno di uomini che per stupire fanno le cose più assurde!" .

Confuso risposi:

"Non saprei".

"Beh, ci pensi su: qualcosa di "comune" invece significa che può essere condiviso. Lei ha condiviso il suo progetto con mia madre, ad esempio. Tanti altri l'avrebbero ignorata a motivo della sua età. Cosa ha in fondo da offrirle mia madre che lei non abbia già? Inoltre, si possono avere tanti interessi in comune, opinioni. Lei con pazienza ha ascoltato le mie poco fa."

D'impulso dissi:

"Sa che le dico? Voglio condividere il mio essere "comune" con lei: la sposo".

"Come scusi?" esclamò lei ridendo.

Anche la mia socia mi guardò tra l'incredula e lo speranzosa. Le diedi una rapida occhiata. Aveva assunto l'aria da donna d'affari. Per una madre non può esserci un "affare", più importante che la felicità della figlia.

Non potevo crederci! Avevo davvero detto quelle parole? Si. Le avevo dette davvero. Troppo impulsivo e precipitoso? Forse si, e forse no. In ogni caso, non potevo mica rimangiarmele, no?😉 

Un anno dopo, io l'uomo comune, avevo trovato moglie, suocera, un lavoro divertente e un'eredità che si rivelò in seguito uno sbaglio. Ma che importanza poteva più avere?😄




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