Invenzioni al femminile




Qualche mese fa, ops mi correggo, quasi due anni fa (come vola il tempo!) ho parlato della scoperta del telettrofono. Hai capito bene, non preoccuparti. Se però vuoi vedere di che invenzione si tratta, puoi scoprirlo cliccando qui.

Oggi invece, prima di parlare di altre invenzioni, e questa volta tutte al femminile, voglio parlare bei bambini. Anzi, un passo indietro ancora: dei neonati.
Secondo il portale The Italian Psychology Clinic  alla nascita un neonato ha una deliziosa testolina, con dei piedini minuscoli. Dentro la graziosa testolina, c'è lo straordinario, inimitabile, strabiliante, unico: Cervello! Però! Che fantastica entrata in scena eh? In effetti, è tutto: molto affascinante! 
Ciò non toglie che mi sorga un dubbio se penso a quei bambini che a motivo delle loro straordinarie capacità, vengono chiamati "geni".
Il mio dubbio è questo: anche loro alla nascita avevano una testa dalle dimensioni nella media, o già da piccoli si distinguevano dagli altri bambini avendo una "Capoccia grande così?"😁


In effetti, ci sono stati, e ci sono, dei bambini e delle bambine che hanno delle spiccate doti. 
Anche io 'ero' una di quelle, o almeno credevo. 
Si sa che ai bambini non manca la fantasia, ne la convinzione. Pensano di essere degli astronauti, dei dottori, senza aver mai esercitato e senza avere in mano uno straccio di laurea. Certo non sono solo i bambini, a volte capita anche agli adulti. Eppure quando capita a loro di essere beccati, non c'è fantasia che tenga nei loro confronti. Poveretti, che vuoi farci alle volte ci si ritrova adulti senza aver capito di esserlo diventati!  
In ogni caso, non mi piace vantarmi, per carità! E' una brutta abitudine, peggio che mangiare una pietanza piena di aglio. E' pesante stare vicino a qualcuno che ha appena fatto un simile spuntino! 
Mi dai il permesso di vantarmi poco, poco? La dote più spiccata che avevo, era quella di riuscire a parlare per 24 ore di fila. Mi chiamavano "la lingua più veloce del west", "lingua lunga" e altri epiteti che non scalfivano minimamente il mio continuo, instancabile, persecutorio chiacchiericcio. A volte il mio 'genio' da oratore dalla facile conversazione, non veniva compreso. Ho provato una forte simpatia per tutte quelle categorie chiamate appunto: geni incompresi. 
Sto diventando peggio dell'aglio, eh?
Sto arrivando al punto, un attimo di pazienza!

Autentici geni femminili


Il punto è che forse non tanti sono 'nati geni', ma tanti lo sono diventati.
Ciascuno di noi ha un'inclinazione, una disposizione a qualcosa in particolare. Infatti, si parla del genio della poesia, della musica, della cucina. 
Parlando di cucina, se tu avessi assaggiato i ravioli fatti dalla mia Mamma, ti assicuro, che oltre a leccarti i baffi, diresti che è un genio. Troppo buoni! 
In effetti, ci sono state delle donne che mentre sistemavano la casa, badavano all'orto e ai bambini, curavano il giardino e i nonni, facevano la spesa, lavoravano e riorganizzavano il garage, pensavano. E cosa pensavano? Oltre a dare il concime ai nonni e le coccole al giardino, (embè? con tante cose da fare può capitare di sbagliare, no?) pensavano a come ottimizzare certi aspetti della vita domestica per "semplificarci la vita". 
Ci sono state delle donne che hanno fatto di necessità virtù. Scopriamole insieme.

Hai ospiti per cena. Tu e tuo marito festeggiate le nozze d'oro. Le tue 'ragazze' (illuse! Agli 'anta' ci sono arrivate pure loro) insistono che per l'occasione particolare si apparecchi la tavola in un modo speciale. 
Il servizio di Porcellane Limoges sembra che sia l'unico degno di soddisfare tali aspettative. 
Un servizio che vanta i suoi tre secoli di prozie, sino ad arrivare a te. Tu sei l'ultima depositaria di tale tesoro, ed ancora non hai deciso a chi lo affiderai dopo di te. Anche perché in verità tu speri di allungare la tua vita quanto più possibile. Quindi, care figliole, mettetevi l'anima in pace almeno per ora.
In ogni caso, sarà pur bello festeggiare ma inevitabilmente ci si ritrova dopo con una lunga pila di piatti, stoviglie e posate. Chissà perché poi nel momento del bisogno se la squagliano tutti!
Nel corso del tempo ti è capitato di perdere la pazienza, ma mai la forza d'animo. Armata di quella, inizi a riordinare e in cuor tuo ringrazi due persone: Josephine Garis che ha inventato la Dishwasher, ovvero: la Lavastoviglie, e il tuo caro marito che te l'ha regalata.
E si! Fu proprio una donna dell' Ohio classe 1839 che nel capanno degli attrezzi 
aiutata dal meccanico George Butters, la progettò e ideò. Suo padre era un ingegnere civile, quindi qualcosa avrà pure assorbito da quando era piccola, piccola. Poi, i suoi studi la portarono ad inventare questo utilissimo oggetto caro a tantissime donne del mondo. 


"La first lady americana dell'ingegneria"

Sai di chi sto parlando? Di "Lady of Engineering" Lillian Gilbreth nata in California (ah cosa non fa l'aria di mare!) il 24 maggio 1878. Una donna con tanti talenti: laurea i letteratura, in psicologia... e tanti figli! Ne ebbe ben 12! Secondo me, fu proprio questo il segreto del suo successo: doveva per forza ingegnarsi per tenerli a bada! 
Se sei madre, ed hai qualche piccolo pargolo che gira per casa da non perdere mai di vista, puoi ben immaginare che impresa dev'essere ben stata non perderne di vista 12.
Allora, uno lo tieni in braccio con la mano destra, l'altro con l'altra mano. Ti avvali del Kanga il tipico telo Africano porta-baby (che trovo delizioso) e metterne un altro dietro, facciamo due... Altri due a mo' di ginocchiere. E poi? Certo qualcuno più cresciutello si prende cura del resto della tribù. 
Ma supponiamo ad esempio, che devi sollevare la pattumiera per buttare uno dei tanti pannolini del giorno (a proposito, indovina un po'? Anche questa è un'invenzione al femminile. Ma era quasi scontato...) come fai con le mani occupate?
Lo sapeva bene la Lillian stanca di perdere tanto tempo a trovare i modi per sollevare la pattumiera senza lasciarsi sfuggire i bambini. Non appena ne deponeva uno per terra, quello veloce come una lepre scappava! Vallo a riprendere dopo! Pensa che ti ripensa, inventò la comoda  pattumiera a pedale. 
Un problema era risolto! Ne rimanevano altri. Ad esempio: accontentarli tutti con un'unica  colazione. Chi voleva le uova strapazzate, chi pane e marmellata, chi solo le uova ma non il pane. Insomma, c'era da venirne matte. Studio il da farsi e voilà: un frullatore elettrico. Creò così dei gustosi frullati. In un attimo erano tutti contenti.
A te piacciono i frullati? La prossima volta che li gusti pensa a questa brillante donna.

In effetti, ho scoperto che molte invenzioni hanno il brevetto al femminile. Ad esempio... Non ci penso proprio a dirtelo ora! Me lo riservo per un futuro articolo😄 






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